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CORONAVIRUS, DATI E STIME, COSA CI ATTENDE E COSA E' STATO FATTO.

Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
Pubblicato da in NAZIONE · 21 Marzo 2020
La Lombardia , con oltre 25.000 casi, è la regione in assoluto più colpita dalla Pandemia di Coronavirus. Sconta , a nostro parere, un alto numero di abitanti (oltre 10.000.000) ed un alto numero di over 65 (oltre 2.200.000) ed un ritardo nella individuazione della virosi e nelle misure di contrasto alla diffusione.
Il punto di non ritorno ha una data ben precisa , tra il 01 ed il 02 di marzo, quando i casi in Lombardia hanno superato quota  mille.  I posti letto intensivi previsti in Lombardia (724 posti letto) sono ora oltre 1.000 , tutti occupati per la maggior parte da polmoniti interstiziali, complicanza della virosi. I dati stimati dalla FISI sul contagio in Lombardia portano ad oltre 77.000 casi sui 25.000 ora certificati. Le stime si basano sui deceduti e su medie di mortalità congrue , infatti non bisogna vedere che insiste una percentuale del 12,13% di mortalità poichè essa si basa su casi certificati da tampone che non sono la totalità dei contagiati effettivi. Solo quando il numero dei deceduti scenderà a soglie accettabili per il campione si potrà "stimare" i contagiati. Quindi è inutile , al momento, gridare alla mortalità troppo alta ed a tesi complottiste. E' purtroppo , come già previsto dalla FISI, confermato il presupposto fonte delle stime che la Lombardia si avvia verso "una immunità di gregge" ovvero verso un contagio diffuso. Ad una prima stima. La FISI, considerava circa 4.000 morti in Lombardia, la quota prevista è quasi arrivata alla parte alta della stima, stime più precise potranno essere fatte tra qualche giorno, quando - speriamo - il picco sarà superato.
Il Veneto , con 4.617 casi e 146 deceduti (3,16 %), è perfettamente in linea con i dati standard (leggermente inferiore) con l'aspetto positivo che ha effettuato più di 53.000 tamponi e non ha , e non avrà, particolari problemi a superare la crisi. Dati simili alla Campania sulla composizione demografica con 4.095.000 abitanti e con abitanti over 65 pari a 1.122.005, avendo però una percentuale del 27 %  più alta di over 65 ed una estensione territoriale maggiore della Campania e minore della Lombardia.

La Campania, con 844 casi e 22 deceduti (2,60 %) è anch'essa in una situazione favorita da un indice di over 65 simile al Veneto ( 1.045.084, pari al 17,90 %) ma in percentuale molto più basso. Dal lato sanitario  la disponibilità di posti letto intensivi è pari a 540 nel pubblico ed 80 nella sanità accreditata, in aumento con l'aggiunta nella sola provincia di salerno dei 2 COVID HOSPITAL di Scafati ed Agropoli stimabile intorno ai 1.000. Se ipotizziamo che la Lombardia, con oltre 25.000 casi e 1.090 pazienti ricoverati in terapia intensiva e più di 10.000.000 di abitanti , ora ha problemi di disponibilità di posti letto intensivi, possiamo ipotizzare pure che nelle stesse condizioni la Campania avrebbe bisogno ( al massimo) di 500 posti letto sui 1.000 disponibili. La FISI stima al momento, a meno di altri ingressi fuori regione, circa 1.266 casi e 50 deceduti, dati da confermare o variare entro fine mese. I Tamponi effettuati in Regione Campania  (4.448) , però, sono ancora pochi e vi è una impreparazione alla gestione dell'emergenza dovuta ad una disorganizzazione pressochè totale, basti pensare che pur non essendoci dispositivi di protezione individuale - che andrebbero concentrati su strutture dedicate - si è scelto di far diventare tutti gli Ospedali punti COVID con una disponibilità di 20 posti cadauno. Percorsi interni commisti, blocco di tutte le attività sanitarie pressochè totale rischiano di essere un vettore per il contagio. Cuor contento il ciel lo aiuta....



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