NOTIZIE ASL SALERNO - Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali

FEDERAZIONE
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SINDACATI
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UN MEDICO ALLA DIREZIONE DEL SERVIZIO INFERMIERISTICO, SCATTANO LE PROTESTE DELLA FSI-USAE.

Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
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A seguito di una nota sindacale edita dalla nostra organizzazione ed indirizzata al Dirigente del SAIOT della A.O. di SALERNO, con non poca sorpresa, si è appreso che la nota non è mai arrivata al servizio a cui era indirizzata, ma – probabilmente – si è fermata nelle mani del Dirigente Medico di Presidio che “stranamente” assume nella azienda salernitana anche il ruolo di Dirigente del servizio infermieristico. Il SITRA (Servizio Infermieristico Tecnico Riabilitativo Aziendale) o SAIOT organizza e coordina il personale infermieristico, ostetrico, tecnico sanitario, riabilitativo e della prevenzione, oltre che gli operatori di supporto. La direzione di questo servizio è generalmente affidata ad un infermiere, ma a seconda del contesto potrebbe anche essere data ad un'altra figura tra quelle prima citate. Il professionista dirigente, secondo la legge n. 43 del 2006 (art. 6) è un professionista in possesso della laurea specialistica/magistrale di cui al D.M. 2 aprile 2001 che abbia esercitato l’attività professionale con rapporto di lavoro dipendente per almeno cinque anni. Detta figura contribuisce alla definizione della mission, vision e dei valori guida dell'azienda e persegue il loro raggiungimento attraverso il razionale uso delle risorse umane e materiali disponibili. Fa in modo che sia erogata un'assistenza efficace, efficiente, di qualità, contribuisce alla formazione continua e all'aggiornamento del personale di competenza. “Come si sia arrivati a delegare la funzione di Dirigente del Servizio Infermieristico ad un Medico resta un arcano” dichiara sconcertato il Dirigente della FSI – USAE Rolando Scotillo “abbiamo chiesto all’OPI di Salerno (Ordine delle professioni Infermieristiche) di intervenire e di riportare nell’alveo della normalità la vicenda chiedendo l’immediata individuazione di una figura delle Professioni Sanitarie attraverso pubblico concorso esonerando immediatamente il Dirigente Medico da un compito prettamente delle professioni sanitarie. Più volte, nelle aziende sanitarie campane, ci troviamo nell’assurdo che il personale delle professioni sanitarie viene umiliato da scelte aziendali totalmente discutibili come in questo caso e come nel caso della carenza quasi totale delle figure di supporto alle professioni sanitarie facendo diventare, sempre di più, la mala gestio un caso solo campano dove incompetenza e presunzione la fanno ancora oggi da padrone.”




NUOVA ISES: ULTIMO APPELLO PRIMA DELLA DECISIONE FINALE.

Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
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Con la comunicazione ufficiale datata 7 maggio 2018, con la quale si è conclusa la procedura di revoca del finanziamento di 5milioni e 712 mila 333 euro concessi al Comune di Eboli per la realizzazione del Centro Polifunzionale dei SS Cosma e Damiano o la così detta “Casa del Pellegrino, non resta altro che riproporre ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, ma dopo aver liberato da persone e cose l’edificio in cui alloggia provvisoriamente l’ISES concedendo la variazione d'uso per motivi di pubblica utilità con il quale realizzare il tanto agognato trasferimento presso lo stabile di via Ceffato . Il Consiglio comunale del 10 maggio , quindi, diventa di grande importanza per il futuro. Grande responsabilità si è accollato il gruppo UDC-Noi con l’Italia (consiglieri comunali Giuseppe Piegari, Emilio Masala, Luigi Guarracino, Vittorio Bonavoglia) che hanno deciso di non prendere parte al Consiglio inerente l’Ises. Avevamo già, il 03 maggio u.s., assistito dagli spalti dell’aula Consiliare del Comune di Eboli -  sia all’interno della maggioranza che governa il nostro paese, che tra le fila dell’opposizione -  ad un triste spettacolo. Una maggioranza politica che non riesce ad insediare il Consiglio per la défaillance di alcuni consiglieri di maggioranza ed una opposizione (tutta) che ha preferito non essere presente. Davanti ad una questione sociale e su di un tema che interessa decine di famiglie, il lavoro e la permanenza di un’attività sul nostro territorio ciò non può e non deve essere. Bisogna ricondurre la questione sui binari dell’utilità comune e sul fatto che una importante struttura sanitaria del nostro paese, come è quella dell’ISES, non può e non deve morire per mano dei soli rappresentanti dei cittadini. Temi del genere in un'altra città avrebbero unito i partiti al di là dei colori politici, ad Eboli – invece – nonostante le Istituzioni tutte stiano attenzionando la vicenda cercando di preservare attività, posti di lavoro e famiglie dei disabili, siamo capaci - come solo noi popolo ebolitano siamo capaci -  di fare terrorismo politico ergendoci al titolo di Ingegneri, professori universitari e magistrati tirando nella questione finanche la chiesa, contro una variazione di destinazione d’uso che in altre città avrebbero fatto già da tempo.
Ai Consiglieri di maggioranza presenti ed assenti all’assise del 03 maggio, ora più che mai, bisogna rammentare e meglio articolare il ragionamento avvertendo che non votando la variazione della destinazione d’uso della struttura in cui dovrebbe insediarsi l’ISES sicuramente i rischi di un danno erariale diventerebbero sempre più reali e che tutta la popolazione ebolitana sarebbe esposta ad un possibile dissesto. Approvando la variazione, al contrario, verrebbe meno in parte o del tutto tale ipotesi grazie anche attraverso un ricorso al TAR o al Capo dello Stato ad hoc. Ai Consiglieri di maggioranza che ora si sottraggono a questo impegno, bisogna rammentare che a pagare sarebbero anche loro. Ai Consiglieri di opposizione  che hanno deciso di non presenziare all’assise bisogna rammentare che in questo momento e permanendo tale decisione si assumerebbero responsabilità che potrebbero trascinare le loro parti politiche verso il baratro poichè le motivazione della loro opposizione, davvero, non si capiscono se non nell'elencazione pedissequa di motivi generici di illegittimità. Al parroco, si in ultimo al parroco, intestarditosi su questioni economiche, giuridiche e tecniche portate avanti con rabbia ed accanimento contro le famiglie dei disabili che vogliono il ritorno dell'assistenza - erogata sempre con dignità e competenza dai lavoratori tutti della ISES -  e contro le famiglie dei dipendenti e che vanno ben oltre il mandato ecclesiastico, vorremo rammentare che amaramente capiamo e prendiamo atto delle motivazioni che in questi anni stanno spingendo le persone ad allontanarsi dalla chiesa. Se questo è quello che la chiesa ci riserva , figuriamoci l'inferno.......  



NUOVA ISES, SLITTA IL CAMBIO DI DESTINAZIONE D'USO DELL'IMMOBILE.

Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
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Oggi la cattiva politica ha scritto una pagina di vergogna per la nostra città. Quando , all' ordine del giorno, vi è un argomento che può interessare la comunità tutta come il caso della "Nuova ISES"  , la politica, i consiglieri comunali  dovrebbero unirsi , al di là dei colori politici, per definire la problematica e cercare soluzioni per far permanere una importante attività ad Eboli. Oggi , in gioco, vi erano posti di lavoro e assistenza ai disabili e tutti dovevano essere presenti ed assumersi le proprie responsabilità. Ciò non è stato è come in un film western l'opposizione ha indetto una ritirata strategica che assomiglia più ad un gesto di vigliaccheria nei confronti sia dei dipendenti che dell' utenza. È giusto votare secondo coscienza, anche contro, ma non presenziare l'assise comunale e sperare che non vi siano i numeri è solo da persone che non mettono al centro dei loro obiettivi il bene della comunità. "Di tanto la popolazione pensiamo prenderà atto." dichiara Rolando Scotillo, che nella giornata di oggi ha anche scritto una nota all'Arcidiocesi di Salerno ed a Sua Santità Francesco sulla continua ingerenza nei fatti del sacerdote Don Vincenzo Caponigro. "la chiesa deve occuparsi di anime e deve interagire per la risoluzione delle problematiche sociali e non dovrebbe mai  prendere le parti politiche o accanirsi contro chicchesia. Nel caso della Nuova ISES sembra che ci sia un accanimento da parte del sacerdote a cui , evidentemente, non è bastato il rilascio del Centro Polivalente SS. Cosma e Damiano da parte della Cooperativa, e sembra più che stia operando "una vendetta"  nei confronti dei lavoratori che chiedendo giustizia. Non è chiara poi  la strategia che sottende a questo modo di fare e quali obiettivi si è posto il Sacerdote che dovrebbe pensare più alle anime che alla mondanità ed alla politica. Abbiamo chiesto un intervento ed un conforto alla Arcidiocesi di Salerno ed a Sua Santità Francesco, nella giornata di oggi sono partite le missive. Noi staremo a vedere se la prossima settimana ci saranno i numeri  per votare il cambio di destinazione d'uso dell'immobile in cui si spera sarà insediato il centro o se i politici ebolitani continueranno a fare polemiche sterili rischiando che esso venga definitivamente chiuso con una ulteriore perdita economica in un paese dove l'occupazione è spesso un miracolo."



INFORMATIZZAZIONE ASL SALERNO. 13 MILIONI DI EURO BRUCIATI.

Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
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Da qualche anno la ASL SALERNO, attraverso la società Engineering, sta informatizzando tutta l’azienda sanitaria anche per ciò che attiene alla dematerializzazione della documentazione cartacea. Tale processo di digitalizzazione, molto costoso, dovrebbe servire come fine ultimo a far operare e cooperare le PA centrali e le Aziende locali in modo più snello, riducendo così i tempi e i costi di gestione delle pratiche, semplificando la modalità di accesso e di scambio dei documenti, razionalizzando gli spazi d’archivio grazie alla riduzione del cartaceo e facilitando, infine, la tracciabilità dei documenti. Per la ASL di SALERNO così non è: a fronte di oltre 13.000.000 di euro spesi e centinaia di migliaia di euro di assistenza e consulenza annui, questo sistema si rivela il più delle volte di difficile gestione ed interpretazione da parte dei dipendenti. “Sistemi complessi ed accessi tortuosi.”  espone la FSI, tramite Rolando Scotillo “centinaia di migliaia di euro annui di consulenze ed assistenza, a dimostrazione che i gestionali non sono di facile uso e sono instabili: basti pensare alla gestione della richiesta farmaci per i pazienti e alla gestione della prescrizione degli esami diagnostici per gli stessi, dove la mancanza di un ingresso unico rende non interpretabile ed intuitiva la procedura con notevole perdita di tempo sottratta all’assistenza e possibilità di sbaglio sempre presente. Non è chiaro poi chi debba operare sul sistema ed il gestionale per la richiesta dei farmaci impone scelte sul nome farmaceutico del farmaco e non sulla molecola e sulle eventuali disponibilità e giacenze in base alla molecola. Insomma tutto da rifare. Abbiamo chiesto spiegazioni al Direttore Generale ed immediate azioni di correzione sui problemi evidenziati.” La FSI è decisa ad andare a fondo della situazione ed ha chiesto di bloccare momentaneamente il processo di digitalizzazione ed informatizzazione per le valutazioni del caso e di essere convocata per l’analisi delle problematiche e per la risoluzione delle criticità: se ciò non sarà fatto nell’immediato è possibile che gli Infermieri della ASL di SALERNO incrocino le braccia e si rifiutino di operare su sistemi non adeguati. “quando si spendono soldi pubblici” termina Scotillo “bisogna essere sempre oculati e bisogna cercare di non sperperare il danaro pubblico, in questo caso ci sembra che il danaro sia stato sperperato…”



ASL SALERNO: AL RINNOVO DELLE RAPPRESENTANZE SINDACALI TRA MILLE VELENI, PROMESSE ELETTORALI E INTERESSI PERSONALI.

Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
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In Italia, si sa, quando vi sono le elezioni – siano esse politiche che di altro ordine – ognuno pensa di aver a che fare con degli elettori “stupidi” a cui basta offrire qualche regalino o qualche promessa per avere il voto. C’è chi si fa accompagnare da qualche Dirigente per dimostrare che si è tenuti in considerazione, chi è abile a far uscire “delibere elettorali” in tempo utile per le elezioni RSU ricomprendendo anche sé stesso Fortunatamente non è così sempre, e chi è abituato a lavorare e non ha bisogno di “tutele particolari” respinge al mittente ogni “regalino” o “invito al voto”. Nella fattispecie, è un arcano capire come e perché capitino tutte a lui (sarà questione di sfortuna?) il segretario della CISL – Pietro Antonacchio – ha avuto, insieme ad altro personale trasformato dalla ASL da OTA ed OSS in Coadiutore Amministrativo ed Esperto, una trasformazione da Fisioterapista Esperto in Collaboratore Amministrativo Esperto senza avere la prescritta esperienza lavorativa biennale maturata nel corrispondente profilo della categoria “D” iniziale. Infatti, è cosa risaputa, che il predetto goda di un distacco sindacale totale da molti anni.  Sarà stato un caso? O siamo in odore di ….frittura di pesce…E’ possibile che chi ha valutato non sapeva di questo requisito? La ASL, su nostra richiesta di spiegazioni e di revoca della delibera, ancora non ha risposto e soprattutto non ha ancora detto che ciò che affermiamo non è veritiero……anche questo un caso? O volutamente la ASL non risponde e tenendo fede “ad una promessa” (chissà quale ed in cambio di che) aspetta che qualcun altro faccia decadere la cosa. E così dopo lo scandalo della “parentopoli ospedaliera” che vede, come al solito e come sempre, protagonisti altri sindacalisti della triplice che hanno finora taciuto sull’impiego di personale esternalizzato con appalto in sostituzione di personale pubblico per ovvi motivi di ripartizione dei posti di lavoro, mancavano solo le promozioni…… Ora il quadro è completo…. Agli elettori, il 17 – 18 e 19 prossimi, la scelta sul tipo di sindacato che vorrebbero eleggere……Perché liberamente possiamo decidere sempre chi votare, ma poi gli effetti di questo voto si rifletteranno su tutti noi….




ASL SALERNO: FRITTURE DI PESCE IN CORSO, PARTE SECONDA. LA FSI-USAE : SANITA SENZA PADRINI E SENZA PADRONI.

Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
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La ASL SALERNO predispone formale graduatoria con la quale riconosce il passaggio di profilo all’interno della stessa categoria - ai sensi dell’art. 17 del CCNL 1998/2001 del Comparto Sanità – a n ° 124 operatori di varie qualifiche della ASL SALERNO. A non convincere, però , è il metodo. Tale atto, con una ipotesi di fabbisogno di personale certa ed un piano triennale di assunzioni altrettanto certo, poteva essere condivisibile in quanto poteva permettere - grazie a nuovi ingressi nel mondo del lavoro da parte di giovani inoccupati - di premiare e/o motivare il personale già in carico alla ASL acconsentendo così ad un cambio di mansione ed una migliore allocazione lavorativa per i lavoratori interessati. Ma lo sconcerto monta, quando, nella graduatoria predisposta si assiste alla trasformazione di n 52 OTA ed OSS in figure come coadiutore amministrativo e coadiutore amministrativo esperto - a fronte di un numero anche maggiore a questi -  di altri OSS ed OTA di fatti già in mansioni amministrative, su di un totale di circa 335 dipendenti nello stesso profilo.Allo stato attuale, quindi, il ruolo di OTA ed OSS nella ASL in mansioni attinenti al proprio profilo è di fatti sceso numericamente a circa 225 unità senza alcuna sostituzione delle unità trasformate in mansioni amministrative ed in presenza di una forte carenza nei profili indicati prima, con grave ed irrimediabile demansionamento della figura infermieristica che ancora una volta paga scelte politiche scellerate e con grave danno per l’utenza a cui verrebbe negata una adeguata assistenza alberghiera. Il personale amministrativo, grazie a questa delibera, passa da 734 unità a ben 800 unità (oltre ad altri 200 operatori afferenti ad altre figure). Per fare un paragone - che sembra, anzi che è, un paradosso -  basti pensare che il rapporto Infermieri / personale amministrativo è pari a 3,67, mentre il rapporto Infermieri OTA/OSS  è pari 13: paradossalmente viene previsto, di media, un OTA/OSS ogni 13 Infermieri nel mentre è previsto un operatore del profilo amministrativo ogni 3,67 unità infermieristiche … Come già detto in un post di dicembre 2017 (in occasione della pubblicazione del bando) …fritture di pesce in quantità……per riorganizzare la sanità c’è sempre tempo…. Resta, però,  la sentenza del Consiglio di Stato (altra tegola… la sentenza 1571/2018) che decreta lo Stop alla somministrazione di personale alle aziende sanitarie attraverso appalti “fittizi” a ditte e cooperative: siamo in corso di rinnovo degli appalti sull’ausiliariato (anche questa una bella frittura di pesce in odore di parentopoli) e la ASL SALERNO si troverà di fronte ad un bivio….rinnovare l’appalto - configurando un illecito amministrativo -  o bloccare il tutto eliminando anche l’assistenza indiretta al paziente dopo aver mortificato l’assistenza alberghiera…a volte scegliere tra una frittura di pesce ed altro è facile………..a volte , invece, risulta difficile ma a pagare sono sempre gli stessi….. Ed intanto i sindacati Infermieristici (Nursind e Nursing Up) che tanto si riempiono la bocca con la pretesa di rappresentare solo loro gli Infermieri nulla dicono sulla vicenda, nel mentre altre organizzazioni confederali sono in parte o del tutto implicati nelle vicende all'attenzione della Magistratura sulla cosiddetta "parentopoli". Forse è ora di cambiare aria.......forse è il momento di votare, al rinnovo delle RSU,  la FSI - USAE per una sanità effettivamente  senza padrini e senza padroni.    



APPALTI E SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO: ASL SALERNO, UN PAPOCCHIO AL LIMITE DEL LECITO

Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
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Con sentenza n° 1571/2018 il Consiglio di Stato decreta lo Stop alla somministrazione di personale alle aziende sanitarie attraverso appalti “fittizi” a ditte e cooperative. Una abitudine nata nelle Asl e negli ospedali che per far fronte alla carenza di personale (infermieri, Oss, ausiliari, ma anche personale tecnico e amministrativo) in regime di blocco delle assunzioni utilizzano il meccanismo degli appalti per migliaia di figure professionali, spendendo centinaia di milioni e affidando l’organizzazione soprattutto a cooperative. Per il Consiglio di Stato “appare chiaro che le prestazioni richieste dalla Asl sono identificate non già in ‘servizi’ bensì in numero di ore di lavoro annue. “Questo primo dato” – commenta la sentenza – “dimostra che l’Azienda mira sostanzialmente a integrare il proprio personale interno, dimostratosi insufficiente, con altro personale esterno, in modo da garantire il regolare svolgimento delle proprie attività d’ufficio”. Secondo i giudici ricorre la causa “tipica” della somministrazione di lavoro, il cui fine tipico è proprio l’“integrazione” del personale nell’organigramma del committente e “dunque, la carenza di misure atte a scongiurare l’interferenza e la commistione tra i lavoratori, unitamente all’assenza di linee di cesura in grado di differenziare autonome fasi di produzione, forniscono ulteriore conferma della natura fittizia dell’appalto”. E’ proprio il caso della ASL di SALERNO dove il servizio di ausiliariato, ora in attesa di nuova gara (anche se sembra che sia stata bloccata) mira sostanzialmente a integrare il personale interno alla ASL , dimostratosi insufficiente, con altro personale esterno, in modo da garantire il regolare svolgimento delle proprie attività d’ufficio. “Ad essere interessati alla cosa” spiega Scotillo della FISI /FSI “sono circa 700 operatori esternalizzati. Tale numero, aumentato a dismisura negli anni senza alcun incremento orario per i dipendenti ma solo per favorire nuove assunzioni per pratiche ora oggetto di indagine da parte della Magistratura, connesso ad azzeramento delle figure ausiliarie ed OSS del pubblico impiego ora sarà una spada di Damocle per l’attuale Direzione Generale della ASL esposta al rischio di illecito amministrativo. Non era meglio assumere, forse, personale pubblico per ufficio di collocamento invece di mascherare assunzioni clientelari con finti appalti?”




ASL SALERNO: CORRETTA APPLICAZIONE ART 44, L’ENNESIMA BATTAGLIA VINTA DALLA FISI.

Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
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Con nota del 19 marzo 2018, il Direttore del Servizio Gestione Risorse Umane, ha fatto sapere che l’indennità art. 44 comma 4 (indennità di presenza) tocca a tutti i dipendenti della ASL che effettuano i cosiddetti “rientri pomeridiani” ognuno dei quali non inferiore a 3 ore e su 5 giorni settimanali anche nel caso che, per carenze organiche, tali rientri siano effettuati su 4 giorni in luogo dei 5 previsti. Su tale fattispecie giova ricordare che la FISI aveva prodotto dei ricorsi giudiziari e si era rifiutata di firmare un ulteriore accordo con la ASL con cui si voleva limitare l’erogazione delle indennità ai soli servizi ed ai soli dipendenti che garantivano l’apertura per 5 giorni anche di pomeriggio escludendo chi, senza colpa alcuna, pur effettuando i rientri dovuti –  per problemi di carenza di personale – ruotava su 4 giorni di apertura. La battaglia, portata avanti in completa solitudine e nell’indifferenza delle sigle confederali, ha avuto degli esiti giudiziari favorevoli alla FISI in cui si vedeva riconosciuto per sentenza quello che si affermava in contrattazione, ovvero che a parità di lavoro non possono essere erogate indennità differenti e che la indennità di presenza toccava a tutti coloro i quali effettuavano i rientri settimanali. La FISI aveva portato avanti anche la tesi, come da verbali di contrattazione, che anche al personale OSS in forza a servizi di sub intensiva, intensivi, sale operatorie e pronto soccorso (assimilabili) toccassero le cosiddette indennità di rischio: nella fattispecie gli OSS di Oliveto Citra vedevano inevaso tale diritto: con questa nota tutto viene portato alla normalità e vengono riconosciute tutte le indennità dovute. A chi, della triplice sindacale, andava farfugliando che queste indennità non toccassero è dedicata questa nota che mette una volta per tutte basi solide ad un diritto chiesto e perseguito dalla sola FISI.



Preintesa CCNL Sanità: nessuno tocchi Caino...

Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
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Nessuno tocchi Caino.... dopo le elezioni politiche e dopo le elezioni delle RSU, chi ha dichiarato di non aver firmato correrà a firmare per non essere estromesso dalle trattative locali ed aziendali e per non perdere le prerogative sindacali. A volte , azioni che sembrano intelligenti, diventano un boomerang per chi li lancia e  che si ritorcono contro e servono solo a fare demagogia e populismo nel tentativo di disorientare gli operatori sanitari. Si perde così il vero obiettivo che è , e deve essere, chi nel 2016 si è seduto con il Governo ed ha limitato il valore delle pretese a 85 € di media, ovvero CGIl, CISL e UIL. Di seguito riportiamo le dichiarazioni di Adamo Bonazzi della FSI : E’ stata recepita la valorizzazione delle competenze per dare la giusta soddisfazione a quei professionisti della sanità che hanno investito il proprio tempo, e in molti casi il proprio denaro, per acquisire formazione supplementare e nuove competenze. Chi ha delle competenze sarà valorizzato nel nuovo impianto contrattuale. Ma siamo anche soddisfatti per la regolamentazione dei tempi di vestizione . Magre invece le soddisfazioni dal punto di vista degli aumenti stipendiali, anche se siamo riusciti a fare un poca di perequazione; l’impianto contrattuale infatti è viziato a causa dell’accordo del 30 novembre 2016, fra la Ministra Madia e Cgil-Cisl–Uil, che ha fissa a priori gli aumenti a regime in 85 euro medi pro-capite. Un accordo che FSI-USAE non ha condiviso anche perché non ha previsto alcun aumento per il periodo 2013-2015 e che ha tradito gli impegni precedentemente assunti con i protocolli del 2009." Accolte le richieste  FSI-USAE relativamente alla rivalutazione del fondo delle indennità, alla parte relativa agli incarichi e alle innovazioni  professionali ed organizzative, ma anche relativamente alla rivisitazione dell’impianto classificatorio in cui è stata recepita l’area socio sanitaria e l’inserimento delle nuove professioni, in primis l’Operatore Socio Sanitario per cui si è provveduto anche garantire l’accesso alle relative indennità. Al rinnovo delle elezioni RSU ricordiamoci che bisogna non votare CGIL, CISL e UIL e non chi ha sottoscritto la preintesa del CCNL (FSI) . Firmare la preintesa, quindi, non è stato un male per gli operatori: trattare immediatamente prima delle elezioni politiche poteva essere l'opportunità per "tirare" qualcosa in più. Non firmare la preintesa al CCNL significava perdere l'occasione per poter trattare quel qualcosa in più , oltre l'economico, sul giuridico. Chi non ha firmato (FIALS, NURSIND, NURSING UP) lo ha fatto per "strategia sindacale" e correrà a firmare il CCNL definitivo, anche questo è un tentativo maldestro teso a disorientare gli elettori per il rinnovo della RSU. Le battaglie , quelle vere, le dobbiamo fare sul campo "politico" e costringere il Governo a restituire il maltonto incominciando a ridimensionare la triplice sindacale sempre di più stampella politica dei Governi che si succedono nel tempo.





APPALTO PULIZIA, SANIFICAZIONE ED AUSILIARIATO ASL SALERNO: DELIBERA DI GARA INCONGRUENTE.

Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
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È con un certo rammarico che la nostra sigla sindacale ha appreso che è stata pubblicata la procedura aperta per l'affidamento triennale del "Servizio integrato di pulizia, sanificazione, disinfezione, ausiliariato, logistica e supporto alle attività sanitarie dei presidi ospedalieri e delle strutture territoriali dell’ASL Salerno”, da cui emergono delle criticità ancora non sanate e che – anzi – si consolidano nella nuova gara. “Nella nuova gara, per ciò che attiene alle pulizie,  vengono previsti  nelle unità operative ad alto rischio solo due interventi giornalieri  da parte degli operatori preposti alle pulizie in luogo di prevedere una presenza continua che è resa necessaria dalla esigenza di disinfettare immediatamente al bisogno superfici ad alto rischio di contaminazione quali ad esempio: Psichiatria, Malattie Infettive, Neonatologia con TIN, Neurochirurgia, Terapie intensive, Rianimazioni e Sale Operatorie ” esordisce la Responsabile FISI Commercio Terziario e Servizi dott. essa Pelella che continua “ancora una volta , poi, dai dati forniti nella nuova gara siamo costretti ad apprendere che i limiti del lavoro part time vengono continuamente  violati dalla DUSSMANN: infatti su 722 lavoratori in carico e 14.452 ore lavorate a settimana siamo ad una media pro capite per lavoratore di ore lavorate pari 24 in luogo delle 30 necessarie per portare l’utilizzo del lavoro part time nel limite della norma posto al 20%, e questo con la corresponsabilità della ASL di SALERNO.  ” a rincarare la dose Rolando Scotillo, Responsabile nazionale della FISI “Invece di aumentare le ore al personale fino al raggiungimento della quota stabilita per legge, la DUSSMANN (attuale azienda che gestisce l’appalto) ha assunto nuovo personale con notevole danno economico per gli operatori. Siamo alle solite: il lavoro esternalizzato, senza procedure concorsuali alcune per le assunzioni, è fonte sicura da cui attingere per le campagne elettorali e per la predisposizione al favoritismo di alcuni Dirigenti della ASL. Anche per ciò che attiene all’ausiliariato la musica non cambia: 24 ore di media settimanale lavorata dagli operatori del CNS in luogo delle 30 necessarie per portare l’utilizzo del lavoro part time nel limite della norma posto al 20%, però in questo caso si passa da 5.858 ore della vecchia gara alle 8.708 della nuova gara senza alcun beneficio per i lavoratori. Qualcosa non quadra!”.
 
la Responsabile FISI Commercio Terziario e Servizi dott. essa Pelella che continua: “Per ciò che attiene alle mansioni degli operatori, nella suddivisione dei compiti tra gli addetti al servizio di Ausiliariato e Pulizie, alcune cose sembrano non essere di competenza di un servizio esternalizzato, ma più di competenza di personale specializzato attualmente non in dotazione della ASL (OTA, OSS). Per ciò che attiene al capitolo delle prestazioni del servizio e caratteristiche degli interventi, le operazioni di pulizia, sanificazione e disinfezione - tenendo presente come sono state fatte nel passato e tenendo presente il personale esistente e l’impegno orario lavorativo -  non sono bastevoli per adeguate operazioni di pulizia e sanificazione. Così come è pensato questo appalto genererà forti pressioni sui lavoratori, a cui verrà chiesto di fare l’impossibile, e ciò che è previsto dal capitolato come nel passato non verrà mantenuto.
 
Rolando Scotillo, Responsabile nazionale della FISI conclude: “chiederemo alla ASL di essere attenta sulle violazioni sempre possibili da parte delle ditte vincitrici in tema di orario di lavoro, e chiederemo una presenza fisica sulle 24 ore nei reparti e nei servizi ad alto rischio. Per intanto stiamo pensando ad indire lo stato di agitazione del personale ed a incrociare le braccia. Contestualmente abbiamo, in questi giorni, indetto le votazioni RSU nel settore anche perché i lavoratori non hanno più fiducia nelle sigle confederali (CGIL, CISL e UIL) che finora nulla hanno fatto per risolvere le problematiche lavorative dei dipendenti esternalizzati. Le votazioni RSU potrebbero essere espletate già in maggio prossimo, solo così la difesa dei lavoratori passerà nelle mani degli stessi eliminando tutte le “intermediazioni” dei sindacati Confederali. Salerno, per ciò che attiene alle elezioni degli R.S.U. nel settore, sarà la prima provincia in Italia ad avere indetto questa procedura ed i lavoratori, così facendo, hanno dimostrato caparbietà, determinazione ed una maturità senza eguali in Italia.”



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