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UTILIZZO DIVERSO DI PERSONALE ADDETTO ALL’ASSISTENZA: OLTRE 300 I CASI SOSPETTI ALL'ASL SALERNO.

Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
Pubblicato da in NOTIZIE ASL SALERNO ·
A finire nell’occhio del ciclone è per l’ennesima volta la ASL di SALERNO. Dopo il ricorso al TAR sulla ipotesi di fabbisogno del personale sanitario, ora l’attenzione si rivolge alle mansioni del personale dipendente della ASL di SALERNO, che sarebbe impegnato in mansioni diverse da quelle di appartenenza. “stiamo parlando di circa 369 posizioni <sospette>” dichiara Rolando Scotillo della FSI – USAE “ e stiamo parlando di OSS e di Infermieri che vengono sottratti dall’assistenza agli ammalati negli Ospedali per disimpegnare mansioni amministrative o di <segretariato>. E’ uno scandalo! Circa 242 Infermieri, 66 OTA o OSS e 12 Infermieri generici e puericultrici non impegnati a dare assistenza ai pazienti , ma a disimpegnare mansioni di <addetto alla comunicazione esterna e rapporti con la stampa> o collocati presso le Direzioni sanitarie ed amministrative (177 unità). Non mancano collocazioni < strane > come nei < costi comuni > (47 unità)." E’ stata inviata una richiesta alla ASL di SALERNO per capire il perché della vicenda e soprattutto se , nell’ipotesi di fabbisogno del personale, è stato conteggiato che oltre 300 persone non sono più di fatti nel ruolo di assistenza ai pazienti. “Sapevamo che nella ipotesi di fabbisogno del personale per tutta la ASL vi erano degli errori, ora invece abbiamo la certezza che stiamo di fronte a degli < orrori > : personale che fa sacrifici enormi per garantire l’assistenza sacrificando anche la famiglia per garantire la presenza e personale , invece, che – non si sa a quale titolo e per quali privilegi –  ha un posto al sole….la cosa non finisce qua…sarà presentato un esposto alla Corte dei Conti !”



PIANO DI ASSUNZIONE TRIENNALE ASL SALERNO: TUTTO SBAGLIATO. DAL 01 GENNAIO NON SARA’ PIU’ POSSIBILE ASSUMERE INFERMIERI ED OSS.

Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
Pubblicato da in NOTIZIE ASL SALERNO ·

In una Azienda Sanitaria, che si voglia chiamare tale, debbono coesistere tecnologie all’avanguardia e personale in numero adeguato qualificato al tipo di assistenza che si vuole erogare. Il piano triennale di assunzione ed il fabbisogno di personale, ovvero di quanto personale ha bisogno una azienda sanitaria, viene calcolato attraverso indici di riferimento nazionali che collocano precisamente Medici, Infermieri, Tecnici ed operatori specializzati nei servizi e nei reparti preposti alla diagnosi, cura ed assistenza di una intera popolazione. Metodologicamente, per predisporre un fabbisogno di personale, si passa prima da “un assestamento” del personale esistente, in base anche alle condizioni di salute, per poi calcolare le carenze effettive per profilo e per mansioni prima di predisporre un “fabbisogno” quanto più vicino al reale e comunque sufficiente in un triennio alle esigenze dell’azienda. Questa è la norma, ma a Salerno – come in tutta la Regione Campania – si ragiona probabilmente, più che con il cervello, con lo “stomaco” e per esigenze di clientelismo politico connesse ad esigenze personali di qualcuno si lasciano le esigenze dei pazienti e dell’utenza all’ultimo posto. Infermieri, Fisioterapisti, OSS che svolgono mansioni amministrative e di “segretariato” a Dirigenti. Personale caldaista, elettricista, muratori ecc. in carico al pubblico con anni di esperienza messi da parte ed in attesa di nuova collocazione per fare spazio a ditte di manutenzione esterne. Personale addetto alle pulizie, servizio anche questo esternalizzato, a “cottimo” e perennemente ad orario ridotto, personale di ausiliariato – anche questo esternalizzato – in sostituzione di personale OSS anche questo ad orario ridotto e con mansioni “dubbie”. Assunzioni in ditte esternalizzate sotto “il mirino” della Magistratura per gravi e malsane connessioni “condiscono” una conduzione della cosa pubblica improntata non all’efficienza ed alla efficacia ma ad “uso e consumo proprio” o di qualche amico. Questa è la realtà. Come pure è reale che dal 01 gennaio prossimo, con graduatorie di mobilità aperte e valide per OSS ed Infermieri, non sarà possibile assumere più altro personale poiché con un fabbisogno di “97” persone di Comparto in 3 anni e con nessuna previsione di assunzione di personale OSS, difficilmente ci sarà scorrimento delle graduatorie in vigore e la ASL rimarrà a corto di Infermieri e con una perenne assenza di personale OSS.
“Abbiamo impugnato la delibera predisposta dalla ASL di SALERNO al TAR di SALERNO tramite il nostro ufficio legale rappresentato dall’avvocato, dottoressa Pelella Antonella” dichiara il responsabile della FSI-USAE Rolando Scotillo “per eccesso di potere per presupposti erronei, carenza di istruttoria e motivazione, illogicità manifesta e travisamento. Abbiamo tutelato diversi operatori sanitari presenti nelle graduatorie di mobilità danneggiati da questo fabbisogno predisposto dalla ASL che - se non impugnato – sarebbe stato la tomba definitiva delle graduatorie di mobilità. Attendiamo gli esiti di questo ricorso ed invitiamo quanti presenti nelle graduatorie di mobilità per OSS ed Infermieri predisposte dalla ASL di SALERNO a contattarci per avere notizie in merito e per protestare insieme a noi su queste scelte assurde a tutto danno dell’utenza e degli aspiranti alla mobilità”. Dopo la stabilizzazione di personale precario, pari a qualche decina di operatori, difficilmente quindi sarà assunto altro personale ed è strano che nessuna altra Organizzazione sindacale, comprese le organizzazioni sindacali che si reputano rappresentative degli Infermieri, abbiano ricorso contro questo scempio… che rappresentino altri interessi? Nel frattempo assistiamo a gravi carenze negli Ospedali ed agli sportelli di front – office (pagamento ticket, esenzioni, scelta e revoca medici di base, ecc.), la quale cosa non consente al personale preposto di lavorare in tranquillità ed irrita l’utenza, mentre negli uffici “del potere” vi è abbondanza di personale che invece di dare risposte all’utenza disimpegna mansioni di segretariato politico e clientelare. Ma dove vogliamo arrivare?  



LEONE O GAZZELLA....CHIUNQUE TU SIA ...TI AUGURO UN BUON 2019.

Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
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Un altro anno è passato.Il 2018 è stato un anno denso di novità! In Regione Campania molte sono state le novità per i lavoratori del settore sanità : più esternalizzazioni, più corruzione e stipendi più bassi . Il nostro Governatore (De Luca , per chi non lo sapesse e PD per chi non deve mai dimenticare la sua provenienza)  promise "mai più ultimi!"  ma , probabilmente, la graduatoria i cittadini campani non la hanno mai scalata...Ticket sanitari alle stelle e liste di attesa interminabili, la sanità se la vuoi te la vai a prendere a pagamento, se te la puoi permettere...Dal canto nostro , invece, abbiamo combattuto senza mai abbassare la testa : abbiamo vinto molti contenziosi, qualcuno lo abbiamo perso, ma abbiamo sempre difeso il nostro territorio ed i lavoratori non scendendo mai a compromessi con chi , con un tozzo di pane, ti chiedeva l'anima. Qualcuno , al nostro contrario, l'anima se la è venduta per molto meno di un tozzo di pane. Abbiamo difeso fino allo stremo Ospedali cancellati o depotenziati ed abbiamo costretto "Il Governatore" a recedere dai propri passi. Il 2018 finisce con un ricorso al TAR intentato insieme al Comitato per la Tutela della salute del cittadino, ai cittadini ed ai dipendenti ed ottenendo il DEA di I° livello per gli Ospedali di Eboli , Battipaglia e Roccadaspide. Abbiamo formato centinaia di professionisti sanitari in tutta Italia ed abbiamo assicurato i nostri associati con "Assicurazioni Vere" , abbiamo difeso decine di lavoratori discriminati e tanto ancora c'è da fare....Il 2018 finisce , inizia il 2019 che sarà forse più duro....In fase di predisposizione altri due ricorsi al TAR, tanto per non annoiarsi, il primo sulla predisposizione del piano sul fabbisogno di personale da parte della ASL di SALERNO che vede danneggiare gli operatori di comparto , ed il secondo sull'ennesima variazione del piano ospedaliero campano secondo la interpretazione politica de "Il Governatore" che pensa, opera ed agisce solo per interessi di casta e politici interpretando le leggi a proprio piacimento. Molte sono le gazzelle, anzi, le pecore che abbiamo incontrato: politici intenti a mediare sulla pelle dei cittadini rinunciando a diritti consolidati, sindacalisti intenti a fare i propri affari sistemando mogli, figli e parenti vari nelle ditte esternalizzate ( sempre gli stessi) , Magistrati (non potevano mancare!!) civili, penali e contabili più intenti a ricercare il pelo nell'uovo  invece di proteggere i più deboli e sanzionare la corruzione e la corruttela che oramai attanaglia la sanità. Per il 2019 auguro a tutti , leoni e gazzelle ( ma anche pecore) un buon anno ricordando a tutti - me compreso - che non importa se siamo  leoni, una gazzelle o pecore: la mattina quando ci sveglieremo , dovremo correre tutti per trovare cibo senza essere noi stessi cibo. Leoni , gazzelle e pecore avvisate....buon 2019 !  




SALERNO: LA POLITICA APRE AGLI OSPEDALI SPAZIALI.

Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
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A dire di qualche Sindaco si può riconoscere, in zona di agro - nocerino, un D.E.A. di II° livello, ovvero un Ospedale o una Azienda di alto livello specialistico. De Luca, invece, ha costituito un nuovo D.E.A. di I° livello, con il beneplacito del M5S, costituito dagli Ospedali di Sapri e Polla. Notizia dell’ultima ora c’è pure chi propone la nascita di un DEA di I° livello diverso: Oliveto Citra – Polla.
A questi politici, sindacalisti ed altro bisogna che si chiariscano alcune idee che risultano al momento confuse. Il Decreto Ministeriale 2 aprile 2015 n. 70 “Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera.”  prevede che per avere un Ospedale con sede di Pronto soccorso bisogna avere una popolazione di almeno 80.000 persone, invece per un Ospedale più complesso come il DEA di I° livello bisogna avere una popolazione di perlomeno 150.000 abitanti. Per una azienda ospedaliera, invece, o DEA di II° livello occorre avere un bacino di utenza di 1.000.000 di abitanti. Ovviamente specialità piò o meno complesse come Ostetricia, pediatria, Terapie intensive, cardiochirurgia e neurochirurgia seguono le previsioni di abitanti di questi bacini di utenza. Ma come si costituiscono i bacini di utenza su cui poi prevedere servizi sanitari o Ospedali? Semplicemente contando gli abitanti per Distretto Sanitario o per ambito sociale. Gli ambiti sociali, costituiti da uno o più Distretti sanitari, e sono:
ambito S01 (Distretti 60, 61 e 62)   popolazione 275.217 in cui insistono gli Ospedali di Nocera, Scafati, Pagani e Sarno;
ambito S02 (Distretto 63) popolazione 94.669 in cui insistono gli Ospedali di Cava Dei Tirreni e Castiglione di Ravello
ambito S03 (Distretto 64) popolazione 102.000 in cui insistono gli Ospedali di Eboli ed Oliveto Citra;
ambito S04 (Distretti 65 e 68) popolazione 150.435 in cui insiste l’Ospedale di Battipaglia;
ambito S05 (Distretto 66) popolazione 149.733 in cui insiste l’A.O. DEA II livello S. Giovanni di Dio e Ruggì D’Aragona
ambito S06 (Distretto 67) popolazione 69.831 in cui insiste l’Ospedale di Mercato San Severino “Amico Fucito”
ambito S07 (Distretto 69) popolazione 57.076 in cui insiste l’Ospedale di Roccadaspide;
ambito S08 (Distretto 70) popolazione 96.455 in cui insistono gli Ospedali di Agropoli e Vallo della Lucania;
ambito S09 (Distretto 71) popolazione 45.568 in cui insiste l’Ospedale di Sapri;
ambito S10 (Distretto 72) popolazione 68.342 in cui insiste l’Ospedale di Polla.

Stante a questi dati, secondo il DM 70/2015 dovevano essere DEA di I° Livello: P.O. di Nocera, P.O. di Battipaglia.
dovevano essere Ospedale con sede di Pronto soccorso: Cava Dei Tirreni, Eboli, Vallo della Lucania.
doveva essere, invece, Ospedale con sede di Pronto soccorso in deroga Roccadaspide (lontana più di una ora dal primo DEA di I° livello (Battipaglia).
Questa è la normativa, il resto è politica. La creazione di un DEA di I° livello con l’accorpamento di Eboli, Battipaglia e Roccadaspide a seguito del ricorso al TAR da parte del Comune di Roccadaspide, del Comitato per la tutela della salute e della FISI, ha contemperato la necessità di offrire tutte le caratteristiche previste dal Decreto 70/2015 ad un territorio che ha un numero di abitanti pari a 310.000 abitanti e che ha modificato di fatti, accorpandoli, tre ambiti sociali (S03, S04, S07). Fra deroghe sul numero di parti e richieste di nuovi DEA di II° livello la domanda sorge spontanea: ma per gli Ospedali della Valle del Sele e del Calore (unico ambito e 310.000 abitanti) non sarebbe più giusto chiedere che gli Ospedali di Eboli, Battipaglia, Roccadaspide ed Oliveto Citra  diventino un DEA di II° livello formando l’”Azienda Ospedaliera Unica della Valle del Sele e del Calore”? ….vediamo chi la spara più grossa, intanto dovremmo capire con quale personale vogliamo affrontare tutte queste sfide se , a parte le stabilizzazioni, non ci sono concorsi e vi è una carenza di personale drammatica. Agli Ospedali Spaziali pensiamoci dopo, ora la quotidianità ci stringe ed attanaglia e le prestazioni sanitarie sono sempre più scadenti…  




STABILIZZAZIONI DEL PERSONALE PRECARIO E PROROGA AI CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO.

Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
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Con delibere n 430, 431, 432, 433 e 434 del 28 dicembre , la ASL SALERNO da il via alla stabilizzazione del personale precario di Comparto e della dirigenza che vengono assunti a tempo indeterminato (430 e 434: 23 Infermieri e 13 Dirigenti Medici) ponendo fine ad una annosa vicenda. Vengono, inoltre prorogati tutti i contratti a tempo determinato ( 38 di cui : 21 comparto e 17 dirigenti di cui n 2 dirigenza tecnica). La volontà della ASL di stabilizzare i precari e prorogare il tempo determinato , contestualmente ad una graduatoria di mobilità aperta per Infermieri ed OSS, mal si concilia con una ipotesi di fabbisogno di personale espressa in delibera n 261 del 31 ottobre 2018 pari a 97 operatori di comparto area sanitaria ( in 3 anni dal 2018 al 2020) , 209 del ruolo tecnico (in cui vi sono gli OSS, ma non solo) con un fabbisogno pari a "0" per la Dirigenza Tecnica e con 18 contratti co.co.co prorogati in attesa dell'espletamento delle procedure previste dal comma 2 dell'art. 20 D.Lgs 75/2017 (stabilizzazione precariato). Sottostimati i fabbisogni, secondo la nostra associazione sindacale, che per la sola area di comparto sanitario ( professioni sanitarie) vede una carenza di circa 600 unità. Tale aspetto sembra non interessare alla RSU Aziendale della ASL di SALERNO (governata dalla triade CGIL, CISL e UIL) ed alle sigle sindacali infermieristiche che non hanno proferito verbo sulla situazione. Non è chiaro nemmeno come intenda la ASL reperire più di 600 OSS , figura totalmente mancante nella ASL ,ed a che cosa serve "richiedere" alla regione Campania l'espletamento di corsi interni per trasformare personale OTA in OSS quando tale figura è oramai residuale nella ASL. Sull'ipotesi di fabbisogno deliberata dalla ASL stiamo valutando un ricorso al TAR competente per bloccare gli effetti di una delibera , la 261 del 31 ottobre 2018, che oltre alla stabilizzazione dei precari non permetterà più alcuna assunzione di personale destinando ad altri 3 lunghi anni di penitenze....Vi manterremo aggiornati.



PINOCCHIO IN BICICLETTA: SAPRI E POLLA DEA DI I° LIVELLO.

Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
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Pinocchio in bicicletta.....Certo che a dirle le bugie non lo batte nessuno. Vincenzo De Luca, Commissario ad Acta della Regione Campania per il rientro dal deficit in Sanità (dalle ore contate), le tenta proprio tutte e le spara più grosse. "Andassero a protestare al Ministero, io ho presentato la proposta di deroga per i punti nascita di Sapri e Polla e ho istituito il DEA di I° livello per questi Ospedali!"  sbofonchia prima di chiamarli ignoranti, incompetenti e prima di minacciare "che lo dovranno sparare in testa" se vogliono la sanità campana. Vincenzo De Luca conosce bene la normativa nazionale (D.M. 70/2015) edito , guarda caso, sotto la direzione del Ministro Beatrice Lorenzin, che dispone per la costituzione di un DEA di I° livello un bacino di utenza minimo di oltre 150.000 abitanti per Distretto Sanitario o Ambito Sociale : Sapri conta 45.000 abitanti (Distretto Sanitario 71) Polla 68.000 abitanti (Distretto Sanitario 72), insieme non raggiungono i 150.000 abitanti. Allo stesso modo Vincenzo De Luca è ben al corrente che il numero di parti annui minimo per aver riconosciuto un punto nascita è pari a 500: per lo stesso motivo furono chiusi i punti nascita e le Pediatrie di Eboli ed Oliveto Citra. I tempi di percorrenza , poi, per definire un'area disagiata sono pari o superiori a 60 minuti. Una persona "competente" avrebbe scelto una strada diversa per "giustificare" i punti nascita o avrebbe cambiato le modalità di erogazione del servizio, ma lui no !! Sapendo di essere alla frutta ha semplicemente spostato l'attenzione......Gli riconosco i punti nascita in deroga , gli dò il DEA di I° Livello e se dovesse occorrere gli darò pure la ....luna , tanto visto che è impossibile saranno gli altri (Ministero, Commissione nazionale ecc.) a dire di no..... Ed intanto esternalizzazioni selvagge sulla pelle dei lavoratori e ad alto richio di corruttibilità, mancanza di controlli sulla sanità accreditata, pazienti nelle formiche, Ospedali pubblici decadenti e senza personale, chiusure a destra e manca, liste di attesa infinite, ticket sanitari alle stelle e ....se vuoi la sanità, te la vai a prendere a pagamento in ALPI o presso le strutture private ( per chi se lo può permettere). Se questi sono i competenti....i professori...ed i luminari...ditelo voi. Caro Pinocchio in bicicletta, le tue favole valle a raccontare da un'altra parte, Mangiafuoco è arrivato e porterà via tutta la tua fabbrica di burattini......   



OSPEDALE DI EBOLI: TUTT'APPOSTO !... PAROLA DELLA CISL...

Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
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A sentire Emiddio Sparano , sindacalista della “CISL”, nel Presidio Ospedaliero di Eboli  sembra essere risolto tutto “siamo un DEA di I° Livello” esclama soddisfatto nel comunicato alla redazione della "Citta'" , dimenticandosi che il DEA di I° livello è stato ottenuto grazie ad un ricorso al TAR da parte della FISI e del Comitato della Salute: infatti nel 2016 al grido di allarme della FISI e del Comitato sul depotenziamento dei Presidi di Eboli , Battipaglia e sulla chiusura del Presidio di Roccadaspide, presso il Comune di Eboli alla presenza del Sindaco di Eboli e delle segreterie territoriali della CISL, CGIL e UIL oltre che della FISI e del Comitato , il segretario della CISL (Pietro Antonacchio) a cui afferisce lo Sparano aveva affermato che il Piano Ospedaliero approvato era il meglio che si potesse ottenere…. Alla fine della fiera, la FISI ed il Comitato rimasero soli e dovettero presentare una serie di ricorsi al TAR della Regione Campania che portarono a far modificare da De Luca ( Commissario ad acta per la sanità) il Piano Ospedaliero ed a riconoscere agli Ospedali di Eboli, Battipaglia e Roccadaspide il DEA di I° livello.”Fa piacere che Sparano si sia accorto che siamo un DEA di I° livello, grazie a noi”  dichiara Scotillo “certamente noi non ci annoveriamo tra chi scrive documenti per farlo chiudere, ma non giriamo la faccia dall’altra parte quando ci sono problemi e siamo critici davanti a chi ha scambiato la sanità per un salvadanaio” . Non è passato molto da “parentopoli” dove una serie di sigle confederali, CISL inclusa, annoverava tra i coloro i quali avevano avuto parenti assunti nella ditta di ausiliariato esponenti locali del sindacato. “Tali abitudini stanno continuando…” continua Scotillo “la carenza di personale OSS e di Infermieri e Medici è notevole e, per ciò che attiene l’Urologia, non si capisce perché pur essendoci un concorso espletato ed una graduatoria aperta non si scorrano le posizioni e si assumano medici. Altro che tutto a posto. L'Urologia di Eboli è la più carente di Medici di tutte le Urologie della provincia e ad aprile prossimo due Urologi a tempo determinato termineranno il contratto acuendo ancora di più le problematiche. Al posto di chi smonta alle due meno un quarto, ma lavora, di chi in assenza di personale OSS (Infermieri) si prodiga comunque per dare una assistenza dignitosa agli ammalati, Sparano si preoccupasse di più di chi questo Ospedale lo considera "cosa nostra" scambiandolo per un ufficio di collocamento per amici e chiedesse l'organico pieno. Il resto è "chiacchiera di paese" e le chiacchiere , si sa, stanno a zero."






OSPEDALI DI SAPRI E POLLA: RISCHIO CHIUSURA.

Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
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Dopo la chiusura dei punti nascita degli Ospedali di Eboli ed Oliveto Citra (2014) -  poiché gli stessi non superavano i 500 parti annui -  con DCA n 87/2018 il Commissario ad Acta per il Piano di Rientro dal deficit sanitario (De Luca) ha soppresso i punti nascita dell’Ospedale di Polla e di Sapri per le stesse motivazioni: gli Ospedali in questione non hanno superato i 500 parti annui. Salvo, al momento, il P.O. di Vallo della Lucania che nonostante non abbia superato tale soglia ha avuto una deroga per un altro anno.“Non è l’unico problema per questi Ospedali” dichiara Rolando Scotillo della FSI-USAE.  Infatti il Decreto Ministeriale 2 aprile 2015 n. 70 “Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera.”  prevede ulteriori limiti ed ulteriori chiusure non ancora, per il momento, applicati al territorio. “Predetto regolamento nazionale prevede che per avere un Ospedale con sede di Pronto soccorso bisogna avere una popolazione di almeno 80.000 persone, invece per un Ospedale più complesso come il DEA di I° livello bisogna avere una popolazione di perlomeno 150.000 abitanti.” La popolazione Distrettuale e dell’ambito sociale dove insiste l’Ospedale di Sapri è pari a 45.568 abitanti, mentre l’Ospedale di Polla insiste su una popolazione Distrettuale e di ambito sociale pari a 68.345 abitanti: nessuno di questi dati relativi alla popolazione soddisfa il requisito degli 80.000 abitanti previsto dalla normativa e pertanto non avrebbero - detti territori - diritto al Presidio di Base sede di pronto soccorso e quindi all’Ospedale. Ma se Atene piange, Sparta non ride: la popolazione Distrettuale e di ambito sociale di Vallo della Lucania non supera i 97.000 abitanti e quindi non avrebbe diritto al livello più complesso di D.E.A. di I° Livello, ma solo ad un Presidio di Base sede di pronto soccorso e perderebbe tutte le specialità. A nulla varrebbe invocare la cosiddetta “zona disagiata” prevista dalla normativa come zona lontana più di una ora dal DEA di I° livello: nel caso di Polla, essa dista circa 36 minuti da Battipaglia (fonte google maps) sede di DEA di I° livello con Ostetricia e Pediatria; nel caso di Sapri, essa dista circa 47 minuti dal P.O. di Vallo della Lucania (fonte google maps) sede di DEA di I° livello con Ostetricia e Pediatria. Inutile sarebbe anche un ricorso al TAR, in quanto con la soppressione si sarebbe comunque rispettata la normativa vigente nell'ambito delle risorse previste dalla normativa stessa. L’unica alternativa sarebbe variare il regolamento nazionale sui LEA (D.M. 70/2015). Una eventuale ulteriore deroga da parte dei Ministeri competenti e di De Luca, invece, vedrebbe insorgere le popolazioni che hanno subito - sugli stessi dati di parti di Polla e Sapri –  la soppressione delle Ostetricie e delle Pediatrie. Insomma una patata bollente che difficilmente si potrà prendere con mani nude….




DAY AFTER: DAL 01/01/2019, NON SI NASCERA’ PIU’ A SAPRI E POLLA

Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
Pubblicato da in NOTIZIE ASL SALERNO ·
PERCORSO NASCITA OSPEDALI DI SAPRI E POLLA, SEGUONO IL DESTINO DI EBOLI E OLIVETO CITRA.
Dal 01/01/2019 per DCA n 87/2018 del Commissario ad Acta della Regione Campania (De Luca, per chi non lo sapesse) non si nascerà più negli Ospedali di Polla e Sapri. L’infausto destino toccherà, dopo Eboli ed Oliveto Citra, anche al Vallo di Diano ed a Sapri. Detta scelta era solo questione di tempo: lo avevamo detto nel nostro ricorso al TAR contro il Decreto del Commissario ad Acta n 33/2016 (Piano Ospedaliero campano) per la difesa della salute dei cittadini Valle del Sele e del Calore che vedeva l’Ospedale di Roccadaspide sparire dalla rete di emergenza e il punto nascita di Oliveto Citra ed Eboli soppressi definitivamente. Anche gli Ospedali di Sapri, Polla e Vallo della Lucania non raggiungevano i 500 parti previsti dalla normativa come gli Ospedali di Eboli e Oliveto Citra. Era stata però prevista per i primi una deroga alla normativa che non ha permesso comunque di raggiungere l’obiettivo previsto di superare la soglia minima. Salvo, al momento, solo l’Ospedale di Vallo della Lucania che pur non raggiungendo il minimo previsto dalla normativa viene posizionato in “ulteriore deroga” per un anno.
“Sulla scelta siamo critici” dichiara il responsabile della FSI-USAE Rolando Scotillo “è una storia già vista di inefficacia ed inefficienza e di abbassamento della qualità di assistenza per la madre che intende partorire e che troverà con queste ulteriori chiusure mille difficoltà come le hanno trovato madri della Valle del Sele e del Calore che hanno patito oltremodo per la chiusura del punto nascita di Oliveto Citra ed Eboli”. Ricordiamo solo, a chi ha la memoria corta, le traversie della Ostetricia del Presidio di Battipaglia dopo la chiusura di Eboli e di Oliveto Citra che più volte è balzata all’onore delle cronache (non per colpa degli operatori) per l’alto grado di disorganizzazione e per le carenze di posti e personale che ha innescato numerose denunce. “È questa la sanità che vogliamo ?” esclama Scotillo “avevamo presentato una proposta sul parto naturale e sulla differenziazione tra il parto chirurgico o difficile ed il parto naturale, con un percorso nascita che accompagnava passo dopo passo la madre dalla gestazione al puerperio e valorizzava il parto naturale, chiudere le Ostetricie senza prevedere case parto e non prevedere un percorso nascita alternativo significa solo “ammassare” madri in “stalle” senza privacy e senza quella assistenza dovuta e necessaria in un momento che per la donna dovrebbe essere il più felice della propria vita,  ed invece qualcuno lo vuole rendere difficile ai limiti della pazienza umana.” Dal 01 gennaio 2019 Vallo della Lucania (Ospedale), Agropoli (Clinica Malzoni), Battipaglia (Ospedale), Salerno (Ospedale e Villa del Sole), Nocera (Ospedale), Sarno (Ospedale) si divideranno i punti nascita: agro nocerino – sarnese, 270.000 abitanti 50 posti letto di ostetricia; Valle del Sele e del Calore, 300.000 abitanti 30 posti letto di ostetricia; agro del Vallo della Lucania, 210.000 abitanti 34 posti letto di ostetricia. De Luca & C. non conoscono né la sanità , né la matematica e né la geografia, anche questa rivisitazione del piano trasuda di politica e di scelte scellerate…Italiani (e salernitani) …arrangiatevi!!




NUOVA ISES , MORTE TUTTE LE CASSANDRE...

Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
Pubblicato da in NOTIZIE ASL SALERNO ·
Cassandra è una figura della mitologia greca. Ella prevedeva terribili sventure ed era pertanto invisa a molti. È frequente l'attribuzione dell'appellativo "Cassandra" alle persone che, pur annunciando eventi sfavorevoli giustamente previsti, non vengono credute, e viene detta "sindrome di Cassandra" la condizione di chi formula ipotesi pessimistiche ed è convinto di non poter fare nulla per evitare che si realizzino. Ebbene , oggi, con sentenza del TAR di SALERNO tutte le "Cassandre"  di Salerno e provincia - ma anche di Napoli -  sono morte senza che le loro "tristi" profezie si avverassero. Infatti il TAR ha accolto la domanda cautelare ed ha ordinato il riesame del provvedimento impugnato, ovvero del provvedimento del Commissario Straordinario dell'ASL di SALERNO ( al centro nella foto) con il quale s'è respinta la richiesta del rapporto di accreditamento della struttura Nuova ISES, previa sospensione dell'efficacia. Che il percorso innestato dopo la procedura di Commissariamento della struttura era trasparente e legittimo lo sapevano tutti gli esperti, chi invece - a tutti i costi - era contro la struttura per motivi personali in qualità di ex dipendente rancoroso, o per interesse, nel cercare di buttare fango su cose e persone è caduto esso stesso nel fango....Anche se è ancora presto per cantare vittoria in guerra, si è vinta - però - una battaglia decisiva per la guerra. Un grande grazie va a tutti i lavoratori della "Nuova ISES" che ci hanno creduto fino alla fine, al Sindaco di Eboli ed ai consiglieri che hanno sostenuto i lavoratori mettendoci la faccia ed a tutti i cittadini che hanno seguito sui social e sui media la vicenda ed in ultimo alle organizzazioni sindacali che hanno accompagnato i lavoratori in questa vicenda che vede i vertici della ASL di SALERNO fare un'altra brutta figura....Ai politici che hanno remato contro, a chi ha buttato fango sulle persone e a chi ha effettuato denunce anche sulle pietre della strada non avendo altro da denunciare, ricordiamo che la giustizia è lenta nel percorso ma fa la sua strada, voi invece terminate qua la vostra strada. Vergognatevi !!   



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