FEDERAZIONE
ITALIANA
SINDACATI
INTERCATEGORIALI
Sede Provincia di Salerno
Via Ceffato n 127, 84025 Eboli (SA)
seguici su:
Sede Regione Campania
Vai ai contenuti

IL MINISTERO DELLA SALUTE BOCCIA LA RETE DEI PUNTI NASCITA DELLA PROVINCIA DI SALERNO

Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
Pubblicato da in NOTIZIE ASL SALERNO · 21 Dicembre 2016
[image:image-0]Che il novello Piano Ospedaliero Campano (DCA n 33) edizione Polimeni e che gli atti aziendali in applicazione dello stesso abbiano violato i L.E.A. (Livelli essenziali di Assistenza) previsti dal D.M. 70/2015 oramai è cosa certa dopo   che il Comune di Procida ha vinto il ricorso al TAR contro il Piano così come proposto dal Commissario Ad Acta della Regione Campania. Intanto, il Ministero della Salute, con la diffusione dei dati sulla rete ospedaliera dei punti nascita, con il programma esiti, ha bocciato inesorabilmente la rete dei punti nascita della Provincia di Salerno: i dati sono da terzo mondo e non è valso a niente chiudere i reparti di Ostetricia e Ginecologia di Eboli ed Oliveto Citra, come non è servito a niente far sopravvivere reparti di Ostetricia e Ginecologia di Sapri, Vallo della Lucania e Polla. Il problema reale è non avere previsto strutture territoriali di accoglienza e monitoraggio per le gravidanze fisiologiche assieme ad un potenziamento della funzione consultoriale come misura di opzione alternativa al parto cesareo ospedaliero. Per l’ennesima volta è tutto da rifare! A non rispettare gli standard imposti dal Ministero che vogliono una media del 25 parti con taglio cesareo ogni 100 parti in provincia sono gli Ospedali di: Battipaglia (63% di parti cesarei, 1% di parti naturali dopo il cesareo); Villa del sole di Salerno (74% di parti cesarei, 0 % di parti naturali dopo il cesareo); CCA Malzoni di Agropoli (48 % di parti cesarei, 1% di parti naturali dopo il cesareo). Vallo della Lucania, Polla e Sapri, invece, non rispettano lo standard di almeno 500 parti annui. “Rete dei punti nascita totalmente da rifare a rischio salute mamme e bambini, a questo punto bisogna bloccare immediatamente l’atto aziendale della ASL di Salerno e porre un rimedio ripensando ad un potenziamento della funzione consultoriale come misura di opzione alternativa al parto cesareo ospedaliero.” Esclama Rolando Scotillo Dirigente Sindacale che ha proposto il ricorso al TAR contro il Piano Ospedaliero partendo proprio dalla chiusura della Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Eboli. “Avevamo proposto una rete dei punti nascita che prevedeva la trasformazione di tutti quei punti nascita al di sotto dei 500 parti attraverso la costruzione di una rete ed un percorso assistenziale per la gestione della paziente gravida di accompagnamento al parto naturale ospedaliero e domiciliare. Non ci hanno ascoltato e questi sono i risultati.” Ma non è tutto, concentrare personale in poche strutture ha generato esuberi di personale, mentre concentrare pazienti gravide e non differenziarle per parto fisiologico e per parto difficile o cesareo ha generato confusione in corsia e visite approssimate alle degenti che vengono “invitate” se vogliono visite più approfondite presso gli studi privati. “È ora di finirla di fare affari sulla pelle delle persone.” Dichiara sempre Rolando Scotillo “abbiamo denunce di persone che hanno testimoniato che non potendo pagare più le visite private presso gli studi privati di medici ospedalieri per problemi economici si sono rivolti agli stessi Medici in Ospedale tramite visite ambulatoriali: le visite a pagamento effettuate approfonditamente presso gli studi privati si sono trasformate in Ospedale in visite “fugaci” con la scusa di essere indaffarati con altre visite. Forse è il momento che qualcuno si occupi seriamente di mandare a casa questi furfanti, nel frattempo riapriamo la Ostetricia di Eboli e finalizziamola al parto naturale facendola gestire da personale Ostetrico come recita la legge.”                



Torna ai contenuti