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DAY AFTER: DAL 01/01/2019, NON SI NASCERA’ PIU’ A SAPRI E POLLA

Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
Pubblicato da in NOTIZIE ASL SALERNO · 13 Novembre 2018
[image:image-0]PERCORSO NASCITA OSPEDALI DI SAPRI E POLLA, SEGUONO IL DESTINO DI EBOLI E OLIVETO CITRA.
Dal 01/01/2019 per DCA n 87/2018 del Commissario ad Acta della Regione Campania (De Luca, per chi non lo sapesse) non si nascerà più negli Ospedali di Polla e Sapri. L’infausto destino toccherà, dopo Eboli ed Oliveto Citra, anche al Vallo di Diano ed a Sapri. Detta scelta era solo questione di tempo: lo avevamo detto nel nostro ricorso al TAR contro il Decreto del Commissario ad Acta n 33/2016 (Piano Ospedaliero campano) per la difesa della salute dei cittadini Valle del Sele e del Calore che vedeva l’Ospedale di Roccadaspide sparire dalla rete di emergenza e il punto nascita di Oliveto Citra ed Eboli soppressi definitivamente. Anche gli Ospedali di Sapri, Polla e Vallo della Lucania non raggiungevano i 500 parti previsti dalla normativa come gli Ospedali di Eboli e Oliveto Citra. Era stata però prevista per i primi una deroga alla normativa che non ha permesso comunque di raggiungere l’obiettivo previsto di superare la soglia minima. Salvo, al momento, solo l’Ospedale di Vallo della Lucania che pur non raggiungendo il minimo previsto dalla normativa viene posizionato in “ulteriore deroga” per un anno.
“Sulla scelta siamo critici” dichiara il responsabile della FSI-USAE Rolando Scotillo “è una storia già vista di inefficacia ed inefficienza e di abbassamento della qualità di assistenza per la madre che intende partorire e che troverà con queste ulteriori chiusure mille difficoltà come le hanno trovato madri della Valle del Sele e del Calore che hanno patito oltremodo per la chiusura del punto nascita di Oliveto Citra ed Eboli”. Ricordiamo solo, a chi ha la memoria corta, le traversie della Ostetricia del Presidio di Battipaglia dopo la chiusura di Eboli e di Oliveto Citra che più volte è balzata all’onore delle cronache (non per colpa degli operatori) per l’alto grado di disorganizzazione e per le carenze di posti e personale che ha innescato numerose denunce. “È questa la sanità che vogliamo ?” esclama Scotillo “avevamo presentato una proposta sul parto naturale e sulla differenziazione tra il parto chirurgico o difficile ed il parto naturale, con un percorso nascita che accompagnava passo dopo passo la madre dalla gestazione al puerperio e valorizzava il parto naturale, chiudere le Ostetricie senza prevedere case parto e non prevedere un percorso nascita alternativo significa solo “ammassare” madri in “stalle” senza privacy e senza quella assistenza dovuta e necessaria in un momento che per la donna dovrebbe essere il più felice della propria vita,  ed invece qualcuno lo vuole rendere difficile ai limiti della pazienza umana.” Dal 01 gennaio 2019 Vallo della Lucania (Ospedale), Agropoli (Clinica Malzoni), Battipaglia (Ospedale), Salerno (Ospedale e Villa del Sole), Nocera (Ospedale), Sarno (Ospedale) si divideranno i punti nascita: agro nocerino – sarnese, 270.000 abitanti 50 posti letto di ostetricia; Valle del Sele e del Calore, 300.000 abitanti 30 posti letto di ostetricia; agro del Vallo della Lucania, 210.000 abitanti 34 posti letto di ostetricia. De Luca & C. non conoscono né la sanità , né la matematica e né la geografia, anche questa rivisitazione del piano trasuda di politica e di scelte scellerate…Italiani (e salernitani) …arrangiatevi!!




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