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CARENZA DI POSTI LETTO, OSPEDALE DI EBOLI IN TILT.

Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
Pubblicato da in NOTIZIE ASL SALERNO · 26 Luglio 2016
 
[image:image-0]Ancora una volta siamo davanti ad episodi di malasanità dovuta non al personale ma a disorganizzazione, mancanza di programmazione e fabbisogno di posti letto sottostimato. Ad essere sotto la lente di ingrandimento è la carenza di posti letto nelle specialità di Medicina, Lungodegenza e Geriatria che negli Ospedali della Valle del Sele costringe i Medici dell’urgenza ed emergenza ad occupare i posti letto di altre specialità generando altre carenze. “Nella giornata di ieri, più volte, l’Ospedale di Eboli ha rischiato il default” dichiara Rolando Scotillo della FISI “solo grazie alla disponibilità del personale si è riusciti, tramite spostamento di pazienti da un reparto all’altro, a collocare l’esubero di pazienti. Ma il problema vero è però anche l’inappropriatezza dei ricoveri presso specialità non confacenti la patologia per cui si viene ricoverati e che mette a rischio l’incolumità degli stessi pazienti. Solo a titolo di esempio spesso vengono ricoverati in ambienti chirurgici pazienti con febbre e patologie più o meno trasmissibili con il rischio di creare sovra infezioni nei pazienti operati. Altro fattore da non sottovalutare è che l’esubero di ricoveri in Medicina genera anche una minore assistenza al paziente ed un aumento del rischio collegato ad una sempre possibile “dimenticanza” del paziente presso i reparti dove vengono appoggiati “momentaneamente” anche per diversi giorni, anche perché una cosa è assistere 25 pazienti in un unico reparto ed un’altra è assistere i 25 pazienti di reparto e le decine di appoggi presso altri reparti. È una situazione intollerabile!”
 
Del tutto inesistente è una rete di trasporto secondario funzionante ed efficace per collocare eventuali esuberi di pazienti in altri Ospedali vicinori. “si vogliono chiudere reparti ed Ospedali” continua Scotillo “e si è arrivati ad un indice di 1,8 posti letto per 1000 abitanti in luogo dei 2,95 previsti per legge e si ammassano pazienti come se fossero pecore. Un esempio in tal senso è l’Ostetricia e la Ginecologia di Battipaglia che dopo la chiusura, confermata dal nuovo piano ospedaliero di Polimeni, della Ostetricia e Ginecologia di Eboli non riesce a soddisfare la domanda di salute dei cittadini. Ma la domanda è sempre la stessa, dove vogliono arrivare? Ed intanto il personale è sempre più carente, mancano gli OSS e non si assumono gli Infermieri ed i Medici e l’unica strada che la Regione ha trovato è quella di chiudere reparti ed attività abbassando i livelli essenziali di assistenza sul nostro territorio.”



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